Spaghetti Hacker v 2.0
Ci siamo, oggi abbiamo rivisto le ultime cose, ma il contributo per la nuova edizione del libro di Andrea Monti e Stefano Chiccarelli "Spaghetti Hacker" è orami consolidato e pronto per l'impaginazione. Stranamente una delle poche letture "vere" su quello che accadeva realmente in Italia, all'interno di quella sub-cultura che ormai viene facilmente additata come "hacker", ma che in realtà includeva adolescenti in grado di superare con fantasia e lungimiranza problemi e necessità oltre l'immaginabile.

Non si parla di defacement o ragazzotti che si divertivano usando Internet come archivio per il prossimo exploit o tool di attacco.

Si parla di persone che non avevano nè informazioni, nè riferimenti, che "se la cavavano", e non solo perchè lo dicono loro, ma perchè lo dimostrano con la descrizione delle loro storie, degli ostacoli superati e dell'emozione provata quando le cose "funzionavano".

Cosa c'è di nuovo? Il tema saranno i Videogame, in particolare le esperienze tra il 1989 e il 1992, quando pochi sparuti ragazzi hanno tentato la sorte cercando di creare una cultura su quel mondo fantastico e pieno di colori, a quel tempo appannaggio di inglesi e tedeschi.
Si parlerà di Catalypse, della sua genesi e della sua realizzazione, in un contesto complesso e poco incline alla figura dei coder, al punto da implodere in se stesso cancellando ogni traccia del suo passato, se non nel rimpianto di chi ci ha creduto veramente.

Non è effettivamente un libro facile, molto tecnico sotto certi aspetti, molto controverso sulle posizioni degli attori coinvolti sotto altri. Ma un libro che io ritengo vero, e spero che anche altri siano d'accordo con me per questa interpretazione.

Non mi resta che augurarvi buona lettura, sperando che il mio contributo abbia portato uno spaccato nuovo su una storia che l'Italia ha solo subito, per poco tempo, senza neanche accorgersene.

Un segno di vita
Mi rendo conto che il tempo passa rapido, forse anche troppo.
Di eventi ce ne sono stati tantissimi, e la cautela su dichiarazioni e fatti è diventata, purtroppo, una priorità visto che il processo si prospetta lungo e complicato. Siamo in piena istruttoria sulla distruzione degli atti acquisiti illecitamente, dove si dibatte se un CD o un foglio di carta contenga intercettazioni o meno, c'è un ricorso in piedi contro la sentenza del Giudice dell'Udienza Preliminare, ci sono numerose parti civili che scalpitano per entrare nel regno dei danneggiati.
Come andrà a finire?
Forse ci sarà il tempo per scriverci sopra un altro libro. Nel frattempo aspettiamo.

Libreria Irnerio - Bologna - 17 aprile 2010
Dopo qualche giorno di pausa ecco una nuova presentazione, stavolta a Bologna, alle ore 18:00 di sabato 17 aprile presso la Libreria Irnerio di Via Irnerio, 27.
Con il sottoscritto interverrà anche Antonella Beccaria, direttrice della collana Senza Finzione di Stampa Alternativa, nonchè giornalista e scrittrice di numerosi saggi relativi a storie e fatti di importanza nazionale.

Riflessioni di chiusura
Diversi gli argomenti trattati durante la presentazione presso la libreria Mondadori di Latina.

L'anno di inizio è sempre il 2001, un contesto storico piuttosto controverso che ha la sua massima espressione negli eventi dell'11 settembre, ma che in realtà è collegato a diversi avvenimenti precedenti e successivi apparentemente senza correlazione.
Si affronta quindi il "nuovo" problema della sicurezza, che richiede, da una parte, una profonda riflessione sulle nuove tecnologie e sulle potenzialità ad esse legate, e dall'altra sui nuovi nemici e campi di battaglia che non hanno più alcun confine ne' morale, ne' materiale.
Un problema che concentra sulle Security aziendali un compito diverso, molto più focalizzato sulla tutela e sulla prevenzione, allargando il perimetro di azione anche all'esterno delle mura aziendali per capire, analizzare e, quindi, intervenire.

L'apertura alla rete facilita il compito, le informazioni sono ormai pressappoco pubbliche, o comunque facilmente reperibili grazie ai mezzi informatrici a disposizione. Da qui si sviluppa un filone di intelligence interno al gruppo Telecom finalizzato a raccogliere e strutturare. Con quali obiettivi? Nessuno lo sa, o almeno guardando dall'interno nessuno aveva il dovere di saperlo. O forse semplicemente non si poneva la domanda.

Perchè, effettivamente, la conclusione della storia è che questa deviazione aziendale era finalizzata a raccogliere e basta. Con un tocco di poesia in più legato ai famosi virus o animaletti che ogni tanto qualcuno si beccava.
Anche se poi nessuno, compreso il sottoscritto, ha mai capito chi sia stato effettivamente colpito e che danni, reali o presunti tali, abbia portato a questi sventurati.
Basta paragonare l'enfasi e le preoccupazioni di qualche anno fa, quando l'indagine aveva raggiunto il suo apice, ai dubbi e agli insabbiamenti di questi giorni per capire che, forse, tutto il castello fosse basato principalmente su un teorema, che qualcuno aveva in quel momento appoggiato per ragioni di convenienza o di pura confusione.
Oppure gli obiettivi erano altri.
E una volta raggiunti, vale la pena che quei poveri diavoli possano ritornare alle loro case per rifarsi una vita (se ci riescono). Perchè alla fine, sono stati solo sfortunati.

Nel dubbio, non resta quindi che ringraziare coloro che sono intervenuti all'incontro, dando appuntamento ai prossimi interventi per ulteriori elementi di discussione.